NAZARENO: Selezione rassegna stampa |
AGI news on Cinenews: http://www.agi.it/cinenews/xx-mese-200x/notizie22/buona-la-prima-nazareno-varo-venturi |
AFFARI ITALIANI - Il primo quotidiano on line http://canali.libero.it/affaritaliani/culturaspettacoli/varoventuri1307.htm |
SENTIERI SELVAGGI (del 09/07/2007) CINEMA RECENSIONI Underworld: “Nazareno”, di Varo Venturi Roma non ha mai fatto così paura. Terrorizzante, livida, angosciante e indicibile, come il mondo perfetto e compiuto in cui Nazareno ci immerge fin dalle prime scene. |
IL CINEMANTE Sala recensioni NAZARENO di Varo Venturi Dalla bizzarria al sublime Andare al cinema a vedere un film e riuscire ancora a sorprendersi – nel bene e nel male – è sempre più raro. Trovare un film che abbia la forza formale, la potenza del racconto, la prassi realizzativa di scardinare gli schemi estetici, i tabù narrativi, le tradizioni produttive è quasi impossibile in epoca di standardizzazione e globalizzazione anche delle idee. Il “nuovo” può nascere solo da menti fuori dal Centro, lontano dalle coste investite dalle onde mediatiche, da artisti che vivono una marginalità che può anche avere lo scatto ed ergersi dalla bizzarria al sublime. Nazareno oltre un film è il trailer di se stesso, è un videoclip senza musica, è un grand guignol di suggestioni barocche, di tensioni esotiche, di putrescenza morale e di cinismo malolente, di santi perduti e di clero demoniaco, di sesso e sangue, di innocenza e Caduta. Attori non professionisti post-pasoliniani agitano una storia dura e visionaria in una Roma dal ventre molle e purolento, baldracca e materna, assassina e stratificata di potere millenario e millenaristico, di sette metafisiche e di droghe allucinogene, una Roma psichedelica e borrominiana, fatta di cupole sensuali come mammelle, oscene come glandi, assunte in cielo come mongolfiere, una Roma di picchiatori mistici e di cardinali terroristi: una Roma che sembra porsi come l’attualizzazione, oltre la diga epocale dell’11 settembre, di quella felliniana, anch’essa caleidoscopica, francisbaconiana, stordente, de La dolce vita, non a caso citata in una scena dischiarata dal regista Varo Venturi. Nazareno è un picchiatore che riscuote i crediti degli strozzini di notte mentre di giorno è un portantino. Ma queste sono le reali professioni anche dell’attore non professionista che lo interpreta, come di gran parte del cast. Un effetto pasoliano soprattutto in sala, alla proiezione della prima del film; cast invece di grande bravura nel film. Il film è un grande calderone, una Enciclopedia, un opera totalizzante che Varo Venturi affronta con coraggio e incoscienza, con mitomania e delirio in un film che oltre Fellini e Pasolini sembra avvicinarsi ai territori alienati e straniati di Carmelo Bene ma anche dei b-movies tra thriller e fantascienza. Certamente la follia di Venturi ma anche la sua “ardimentosità” realizzativa sono sane, non malate come tanti film corretti, carini, perbene ma così prevedibili, retorici, visti già mille volte. di Raffaele Rivieccio |
35mm Recensioni “Nazareno”: Forte, crudo e sincero. Un miracolo. Si può riassumere così "Nazareno", opera prima di Varo Venturi. Il film è infatti costellato da richiami vari alle sacre scritture, dalla contrapposizione fra bene e male, fra il giorno e la notte e, soprattutto, un senso di Apocalisse che incombe sui personaggi del film. Un miracolo è anche riuscire a dar vita ad un film che è costato soli 100.000 euro e che ha avuto una gestazione di ben quattro anni. Varo Venturi insinua, ti colpisce ai fianchi, senza però palesare il suo pensiero, lasciando l'interpretazione allo spettatore. Girato con un cast perlopiù di attori non professionisti, "Nazareno" si ispira alla vita reale del protagonista, Nazareno Bomba, brillante nel suo debutto cinematografico. Scevro da sovrastrutture tecniche e con un incipit che richiama le atmosfere di "Mean Streets" di Scorsese, l'opera si muove attraverso colori cupi, primi piani degni del miglior Caravaggio, con il coraggio di offrire una storia dura, cruda ma terribilmente sincera. I temi che Venturi sceglie di toccare sono delicati, rispetto al respiro del cinema italiano. In altri paesi un film del genere avrebbe avuto miglior sorte, una produzione alle spalle di primo piano ed un budget dignitoso. Così non è stato, ma il film nelle sale uscirà comunque. Un dovere ed un piacere andarlo a vedere. di Francesco Therese |
SKY CINEMA WEEKEND AL CINEMA […] Anche dal nostro paese arriva un'opera prima: Nazareno, piccolo film di Varo Venturi, regista, sceneggiatore e produttore di un'incredibile storia vera: quella di Nazzareno Bomba (che interpreta se stesso), uomo dalla doppia vita: infermiere amorevole in un ospedale geriatrico di giorno, e picchiatore per il recupero crediti di notte. Una storia originale e incredibile, spirituale e violenta. |
CINEMAINVISIBILE NAZARENO Il Nazareno del titolo è un amorevole infermiere geriatrico di giorno e un duro picchiatore per il recupero crediti di notte. La dicotomia esistenziale di Nazareno è già insita nel suo nome (nazareno è uno degli epiteti di Gesù Cristo ma nazareni sono anche gli appartenenti ad una setta giudeo-cristiana che facevano voto di astinenza e castità alla ricerca di purificazione). E si concretizza in una vita fatta di stenti al limite della legalità (Nazareno è un ex carcerato con famiglia disastrata, indebitato fino al collo e in costante ricerca di sbarcare il lunario con mezzi più o meno leciti) e di una innata spinta mistica verso qualcosa di indefinibile e più grande di lui. Una sorta di misticismo irrisolto, confuso dal trauma della religiosità deviata di un padre cattolico e violento. L’occasione per cambiare vita sembra arrivargli da un mefistofelico avvocato che all’ombra del Vaticano gestisce strani traffici internazionali e gli propone di trafugare per lui una misteriosa valigetta in mano ad una cosca mafiosa locale. Con una strampalata gang di compagni Nazareno riesce a portare a termine il colpo ma al momento della consegna della valigetta verrà a conoscenza di una terribile verità… Nazareno rientra in quegli strani fenomeni cinematografici che solo in Italia sembra possano verificarsi. Autoprodotto (senza neppure il finanziamento dello Stato), costato poco più di un cortometraggio secondo quelli che sono gli standard europei (non certo italiani!), interpretato da attori non professionisti presi dalla strada, Nazareno riesce a vedere la luce dopo circa 6 anni di gestazione. È infatti a partire dal 2001, prima di quell’11 settembre che avrebbe poi cambiato il mondo per sempre, che Varo Venturi, attore-regista-produttore, pensava ad una storia neo-reale (come la definisce lui) e non neorealista, una storia che prende spunto da trafiletti di giornale che magari passano inosservati ai più (come un serio traffico di uranio 235 dentro Roma o un prete sospettato di essere il capo di una cellula terroristica islamica) ma non all’occhio attento di Venturi. Anche in “La mala educacion” di Almodòvar il sedicente regista interpretato da Felé Martinez traeva ispirazione dai fatti di cronaca per i soggetti dei suoi film. Non è dunque inusuale trarre idee da quello che ci circonda, “dalla neo-realtà, dentro di noi, dietro ogni angolo o nella cronaca di tutti i giorni”. E non è un caso che Venturi parli proprio di “follia” nel voler portare a compimento un simile progetto. Una storia del genere, commistione di spionaggio, terrorismo e religiosità, avrebbe di sicuro avuto maggiore respiro con un cast di grido e mezzi notevoli (basti pensare al dimenticabile “Codice da Vinci”di Ron Howard). Ma come Nazareno ripete più volte nel corso del film: “A chi ha verrà dato, a chi non ha verrà tolto anche il poco che possiede”. Quasi una metafora di tutte le difficoltà che la produzione del film (la Deusfilm, anche distributrice insieme ad Andrea De Liberato) ha incontrato nel corso dello sviluppo di questo interessante quanto inconsueto progetto.Angusto e vivace affresco di una realtà metropolitana fuori dal comune, con una fotografia livida e sottotono che non illumina mai Roma e i suoi angoli di cielo senza tempo. Una Roma inquietante e claustrofobica, chiusa tra le mura del Vaticano o le squallide sale di un night. Un mondo apocalittico in cui tutto sembra comandato dall’alto e destinato all’inevitabile collisione. Eppure anche in una realtà senza speranza c’è sempre la possibilità di redenzione. Nazareno può scegliere e quello che era iniziato come un colpo per cambiare vita si rivelerà un viaggio iniziatico verso la sua purificazione. Proprio come per i nazareni… |
CINEBAZAR Operazione post neorealista di Varo Venturi Nato da un’idea biografica (la vera vita di Nazareno Bomba che è anche co-autore del soggetto) Nazareno è un film che si colloca sulla linea di demarcazione che divide il cinema verità e la fiction. Varo Venturi, talentuoso regista vincitore del premio Sacher con il cortometraggio Cosmos Hotel, cresciuto nell’humus del teatro sperimentale e della canzone d’autore si lancia ora, con questo lungometraggio d’esordio, in un’operazione difficile ed interessante. La trama analizza la vita di un trentaquattrenne ex detenuto che conduce una doppia esistenza: infermiere geriatrico di giorno, picchiatore mercenario per il recupero di crediti di notte. L’uomo che fa anche parte di una piccola confraternita cattolica viene scelto da un avvocato che opere nelle alte sfere ecclesiastiche per un importante incarico sulla ricerca dei vangeli apocrifi. Il protagonista, inconsapevole del vero scopo della missione, si ritroverà coinvolto in un terribile trama internazionale. Il film girato in digitale e a spalla, segue il personaggio principale e il suo mondo dicotomico in modo zavanittiano dando alla pellicola una atmosfera iper-realista che rimanda, soprattutto per le facce e le situazioni, al cinema di matrice pasoliniana. di Oriana Maerini |
IL MESSAGGERO (del 29 giugno 2007) "Nazareno", Roma e la notte Una storia hollywoodiana riletta con gli occhi di Pier Paolo Pasolini. Una cassaforte che contiene segreti che possono distruggere il mondo, un furto rocambolesco nella notte, pistole e sangue. E poi la Madonna di Trastevere, l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di Santa Maria del Carmine, croci e preghiere. Maria Grazia Filippi |
CINECITTA’ NEWS ( del 26/6/2007) DOSSIER Roma e i poteri occulti Una Roma multiforme, avvolta da nuove forme religiose e pervasa dall'ombra silente del potere è la protagonista di Nazareno, film indipendente dell'esordiente Varo Venturi nelle sale dal prossimo 28 giugno. Vite che si incrociano nei bassifondi di periferia mosse da bisogni primari ma percorse anche da un anelito di spiritualità, che oscillano tra la violenza della legge di strada e il desiderio di redenzione. Gli eventi si snodano con imprevedibili e veloci colpi di scena sino ad arrivare a toccare gli alti palazzi del potere che gioca con le vite di chi lo abita o semplicemente ne viene in contatto.
di Carmen Diotaiuti |
IL MANIFESTO (del 6 luglio 2007) La via crucis di Nazareno a Roma, città amara La vera scoperta di Nazareno esordio di Varo Venturi è Nazzareno Bomba, una presenza possente come doveva essere sul campo di rugby, pilone della squadra, prima che un incidente d'auto lo mettesse fuori gioco, un mese in coma, fratture in tutto il corpo e la lenta ripresa solo un anno e mezzo dopo. Venturi ne fa un corpo cinema come raramente si vede. Usa i riferimenti cinematografici da Fellini a Risi a Spielberg come materiale grezzo a fare da sfondo nella storia del proletario ex tossico uscito di galera da non molto, che passa la giornata a prendersi cura come infermiere di vecchietti invalidi per un'associazione cattolica e la notte è spesso implicato in storie violente. Una volta tanto il racconto non si appiattisce sullo schermo, come speso avviene nei film italiani, ma produce una interessante reazione che un po' si espande e un po' si spegne, ma in ogni caso pulsa. Nazareno è circondato da altri personaggi con credibili facce da torso, da spillo, da trucido e nomi appropriati a svolgere ruoli da picchiatore o scassinatore. Tutti attori non professionisti (bravi) a parte Luisa Fusconi sceneggiatrice e regista teatrale e Francesca Schiavo, cantante. I video delle sue musiche sono state prodotte da Varo Venturi che ha talento musicale oltre che cinematografico (Cosmos Hotel fu premiato al Sacher '97). (…) La sovrabbondanza nuoce alla storia: troppi riferimenti, troppi elementi, dal traffico d'armi, agli stupri etnici, al terrorismo islamico, alle nuove frontiere degli affari, alle implicazioni oscure di esponenti del Vaticano, i club privé, le sette naturiste, esoteriche ecc., ma in fondo anche questo fa parte della Roma vera o stampata, basterebbe leggere i giornali locali, fa parte del rumore di fondo della città. Una lieve amarezza umoristica solleva il film dalla banalità, una autentica amarezza perfettamente descritta lo rende corposo, rende conto del tempo che è passato dal ricordo dei maestri e come non c'è più certo la Roma della dolce vita, e neanche dei soliti ignoti, ma Pasolini è sempre tra noi. La nostra è una epoca lontanissima anche dall'America dei sogni, come quell'astronave aliena che arriva alla «Incontri ravvicinati» nella notte in periferia, mitica come un autobus dell'Atac atteso per almeno 45 minuti. Produce Deus Film. Silvana Silvestri |
IL TEMPO (domenica 29 luglio 2007) Al cinema «Nazareno» del regista Varo Venturi La Roma ecclesiastica rivisitata in un livido thriller notturno È una Roma avvolta da neo-spiritualismi, quella dove Nazareno, amorevole infermiere geriatrico di giorno, picchiatore per il recupero crediti di notte, vive una profonda crisi religiosa, nel ricordo di un’infanzia marchiata da un padre cattolico e violento. Sempre pronto a cercare soluzioni nell’ambiente malavitoso per risolvere una durissima condizione economica, Nazareno viene assoldato da un enigmatico avvocato che opera nelle alte sfere ecclesiastiche per un pericoloso colpo ai danni della mafia romana. Inconsapevole del vero scopo della missione si ritroverà coinvolto in un terribile traffico internazionale e in una Roma livida e terrorizzante, come il mondo crudele nel quale Nazareno si muove fin dalle prime scene. Questo è lo spirito dell’esordio cinematografico di Varo Venturi nel lungometraggio "Nazareno", con Nazzareno Bomba, Varo Venturi, Sonia Spogk, Bruno Bomba, Francesca Schiavo, Luna Giorgetti (Italia 2007). I personaggi sembrano rievocare quelli pasoliniani, almeno nella loro feroce e dolorosa indifferenza. L’underworld sconosciuto della metropoli romana e le disperazioni dei protagonisti mescolate ai loro smarrimenti vengono rapite dall’inquadratura e dal montaggio frenetico: sembra così di essere dentro quella vita, in quelle situazioni e in quei tentativi continui di fuga. Il regista lascia scampo alla frattura tra il reale e il non reale, in un’opera prima grezza, dallo stile documentaristico e dalla spiritualità che resta sempre in superficie, quasi fosse un modo contemporaneo per i protagonisti di indagare l’infinito negli angusti spazi terrestri. Il pretesto narrativo parte dal recupero di una valigetta, di importanti e misteriosi documenti della mafia romana, ma la trama poi sfuma nel conflitto dei contrasti: tra potere e impotenza, abusi e assenze, in un’alternanza di rimandi onirici e deliranti. Dopo una disperata fuga dalle forze di sicurezza "speciali", l’anti-eroe del film dovrà fare i conti con il proprio istinto salvifico, in una Roma controllata "dall’alto", all’ombra di rampanti mafie dell’Est e di fantomatici terroristi islamici. Tutto in un surreale viaggio iniziatico che condurrà il protagonista verso un’imprevedibile redenzione. Dina D’Isa |
ANSA (del 26 giugno 2007) CINEMA: - ROMA, 26 GIU - Un protagonista preso dalla strada e trasformato in attore principale di un thriller metropolitano che affronta, in una commistione di generi, il tema della spiritualità. E' la scelta stilistica che ha fatto Varo Venturi per la sua opera prima, Nazareno, il film "super indipendente" come l'hanno definito gli autori, in uscita, distribuito da Deusfilm con Mediaplex, il 28 giugno in tre sale di Roma, dal 29 a Milano, Torino, Firenze e Bologna, e a seguire in altre città. Venturi, appartenente a una famiglia che vanta Papi come Pio II, fa della religione, seppure in modo provocatorio, il tema centrale del film, girato quasi esclusivamente con attori non professionisti. Al centro della storia c'é l'ex tossicodipendente Nazareno (Nazzareno Bomba), che di giorno lavora come infermiere geriatrico e di notte come picchiatore al servizio di uno strozzino. La grande occasione per lui sembra arrivare quando un avvocato (interpretato dal regista) legato ad ambienti del Vaticano, gli commissiona il furto di una misteriosa valigetta, che in realtà contiene dell'uranio destinato a un attentato terroristico. Nazzareno, da sempre credente e legato a un'arciconfraternita, ma cresciuto con un padre tanto religioso quanto violento, sarà costretto a rivedere il suo sistema di valori. "Abbiamo cercato di rappresentare il bisogno di una nuova spiritualità - ha detto Venturi, che ha scritto la sceneggiatura con Luisa M. Fusconi - e il contrasto fra le piccole aspirazioni religiose e il dominio sul mondo che esercitano, in diverse forme, le grandi religioni. Certo la storia che raccontiamo è pura fiction, ma abbiamo tratto spunto anche da qualche elemento di cronaca". |
SEGNO CINEMA (del 1.09.2007) I 50 top film della stagione: Nazareno La vita di Nazareno si divide tra il lavoro in un ospedale geriatrico, che lui svolge con grande dedizione e con incondizionato affetto nei confronti dei pazienti, e il recupero di crediti per una banda di malviventi. Contattato da un personaggio misterioso che di Nazareno apprezza la conoscenza dei Vangeli apocrifi e l’appartenenza a un gruppo d’ispirazione cattolica, accetta l’incarico di recuperare una valigetta metallica contenente documenti segreti e molto importanti. Mette su una banda e riesce nell’impresa. Ma non tutto va come dovrebbe e Nazareno scopre di essere entrato, inconsapevole, dentro gli ingranaggi di un possibile attentato terroristico. |
FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA ( UNIVERSITA’ DI CATANIA) NAZARENO Nazareno Bomba è un sollecito e affettuoso infermiere geriatrico di giorno e un picchiatore per la riscossione crediti di notte. Un avvocato lo contatta per chiedergli di recuperare dei documenti conservati in una cassaforte della mafia romana. Con una banda piuttosto improbabile nei suoi componenti quanto efficace nei risultati, Nazareno realizza il colpo ma si rende ben presto conto di quanto pericoloso per lui e per tutti sia il contenuto di quella valigetta. «L’inferno non è poi così lontano», gli dice l’avvocato, poiché «il nucleo della terra è composto da uranio»… Roma, la Roma cattolica, vi appare tenebrosa e più babilonesca che mai. «Stare sulla croce del tempo, là dove fiorisce la sua rosa» (E.Mazzarella) Alberto Giovanni Biuso |
L’OMBRA DI ROMA “Nazareno”, di Varo Venturi Il primo lungometraggio di Varo Venturi ha il raro coraggio di esprimere un netto punto di vista sul cinema: film orgoglioso di essere girato in totale autonomia, quasi a “zero budget”; opera corale con un ensemble di attori quasi tutti presi dalla strada, che interpretano se stessi in un complesso gioco di ironia e specchi, calati all’interno di una struttura drammatica di genere, archetipica. Nazareno compie un sofferto viaggio iniziatico alla ricerca di un possibile equilibrio tra la violenza della sua legge della strada, come picchiatore e mercenario, e la violenza che continuamente il suo destino gli infligge. Dott. A. Romagnoli |
SINTONIE (supplemento settimanale del MANIFESTO) del 28 luglio 2007 “ULTRAVISTI” NAZARENO, di Varo Venturi (Legenda film - VOTO: BELLO) Angelo di giorno, guerriero di notte, Nazareno si occupa di vecchietti invalidi e malavita, in una Roma che ha già digerito Fellini e tutti i classici (ma forse ancora in sintonia con Pasolini). |
CINECORRIERE Realizzato con modesto budget "Nazareno" è un film originale Un budget che coprirebbe a malapena il costo di qualche scena di un film hollywoodiano, una produzione che più indipendente di così non si può e una gestazione difficile durata oltre quattro anni. Ma alla fine è nato. Si tratta di Nazareno, film di Varo Venturi (classe ’56 ma al suo esordio alla regia di un lungometraggio) in uscita nelle sale il 28 giugno. Scritto nell’estate 2001 ma iniziato a girare l’anno successivo con frequenti interruzioni, il film è certamente il prodotto degli sforzi dell’intero cast, tecnico e non, affezionato a tal punto al progetto tanto da resistere alle molte difficoltà che ne hanno contrassegnato la nascita. di Marta Repetto |
IL MATTINO (del 27 giugno 2007) “NAZARENO”, L’OPERA PRIMA DI VARO VENTURI Un thriller per cambiare vita Roma. Nazareno è un infermiere geriatrico con forti pulsioni spirituali, è membro dell’Arciconfraternita dei portatori della Madonna di Trastevere e di notte arrotonda i magri guadagni facendo il picchiatore per il recupero crediti. Un giorno un misterioso avvocato legato algi ambienti vaticani lo assolda per effettuare un colpo apparentemente facile ai danni della mafia romana, ma che presenterà imprevedibili risvolti legati al terrorismo islamico, al traffico di materiale radioattivo e al cartello della malavita dell’est europeo. Questo, in sintesi, lo spunto di “Nazareno”, opera prima scritta e diretta da Varo Venturi, che ne ha anche curato la direzione della fotografia, interpretando il losco avvocato che contatta Nazareno. Venturi, con un passato di fotografo, musicista e regista di cortometraggi e videoclip, appartenente a una famiglia che vanta Papi come Pio II, ha girato il film utilizzando un budget minimo, inferiore ai 100.000 euro, per una sofferta gestazione indipendente durata quattro anni, fino all’uscita in sala di venerdì. Oscar Cosulich |
L’AVVENIRE (del 7 luglio 2007) “NAZARENO”, di Varo Venturi Roma è malata “Nazareno”, primo lungometraggio di Varo Venturi, già attore e sceneggiatore, merita qualcosa di più delle consuete (dis)attenzioni spettatoriali di fine stagione, se non altro per il fatto di marcare una via del tutto originale all’italica autarchia cinematografica in ambito produttivo e – soprattutto – realizzativo, che sembra ormai essere l’unico modo per dare corpo e vita a un cinema italiano realmente "indipendente" e "resistente", specie sul piano estetico, che qui, nella fattispecie, gioca la carta dell’oscillazione costante fra documentario e fiction. Gli esiti, per quanto non perfettamente "centrati", fanno ben sperare. Vediamo nel dettaglio perché… Gennaro Barbieri |
NAPOLIPIU’ (del 30 giugno 2007) NAZARENO: THE DARK SIDE OF ROME Zelante infermiere geriatrico di giorno, picchiatore per il recupero crediti la notte è la doppia vita che conduce, suo malgrado, un ex detenuto in crisi religiosa, che verrà coinvolto in un intrigo internazionale messo in piedi da un emissario del Vaticano. A compiere questo miracolo sono stati il regista Varo Venturi e la produttrice Luisa M. Fusconi che, oltre a scrivere il film partendo dalla storia vera del suo protagonista, Nazzareno Bomba - 34 anni, dall’indole solare, ancora agli arresti domiciliari - lo hanno anche distribuito senza chiedere aiuti istituzionali, perchè come ha dichiarato la Fusconi: “Volevamo fare un film in nome della libertà di espressione, senza freni, perchè non c’è arte se c’è una censura burocratica e mediocre”. Quali sono state le difficoltà nel girare un film così rischioso a livello produttivo visto che il budget era quasi zero? Antonia Fiorenzano |
SUPERGA In copertina: NAZARENO Quando si dice che Dio è onnipotente Nazareno, amorevole infermiere geriatrico di giorno, picchiatore per il recupero crediti di notte, vive una profonda crisi religiosa, acuita dal ricordo di un'infanzia marchiata da un padre cattolico e violento. Per risolvere la sua difficile situazione economica, Nazareno accetta l’incarico di un misterioso avvocato (interpretato dal regista stesso) che opera nell’ambito ecclesiastico, per organizzare un pericoloso colpo ai danni della mafia romana. Inconsapevole del vero scopo della missione, si ritroverà coinvolto in un terribile traffico internazionale. Il regista Varo Venturi dipinge una Roma totalmente inedita, livida e angosciante, avvolta da un’acida luce giallognola, in un’opera a basso costo, prodotta e distribuita in totale indipendenza, senza l’aiuto dello stato (circostanza che non ha tuttavia impedito alla pellicola di incassare oltre 43.000€ nei primi 10gg, con una media sala tra le migliori della stagione) che riesce a trasformare i suoi limiti in creatività, attraverso una sorta di “neorealismo tecnologico”, che potrà essere d’esempio per il nuovo cinema indipendente italiano ed europeo. Avvalendosi di attori perlopiù non professionisti che danno vita a personaggi/specchio della loro vita reale, il regista dipinge una storia iper-realista che diventa la metafora di come i media siano causa della realtà instabile in cui viviamo, manipolata perfettamente secondo i loro criteri di “notiziabilità”. Alla fine potrà trovare la redenzione, nella sua vita da ex galeotto, ma solo dopo aver capito che “l’inferno non è poi così lontano”, visto che “il nucleo della terra è composto da uranio”, come gli dice l’avvocato Elia Da Re in un locale per scambisti russo. Riccardo Iannaccone e Giulio Della Rocca |
| Recensioni degli spettatori |
Hyperreview.com Opinioni su: Nazareno. (recensione di uno spettatore) The dark side of Rome E' raro vedere un film italiano così emozionante, tanto da far pensare che non sia un film italiano! Se i personaggi che popolano questa bellissima pellicola non recitassero nella nostra lingua, mai avrei pensato a un prodotto nazionale. La scelta "pasoliniana" degli attori, quasi tutti presi dalla strada rende tutto realistico diretto, sincero; e la naturale drammaticità di Nazzareno Bomba, il protagonista, viene esaltata dalla camera che lo segue come un angelo custode in un perenne movimento quasi musicale. E mentre la storia si addentra nei meandri del potere occulto di una città come Roma, che mai è stata così descritta e sviscerata, la sensazione è che un viaggio così intenso e provocatorio non lo avremmo mai potuto godere se non fosse stato per la scelta di indipendenza del regista Varo Venturi, un nome che non scorderemo. |
FILMSCOOP Voti e commenti dei visitatori di Filmscoop.it su NAZARENO Voto Visitatori: 7,50 / 10
Faccio un 'eccezione e torno su firmescoop prima di settembre per votare un film che, come scrive sotto Matteoscarface, merita davvero di essere visto ed incoraggiato. La prima parte appare noiosa e forse persino stucchevole, ma nella ripresa la pellicola, al contrario di altre magari più ambiziose e con maggiori budget, decolla e il ritmo non conose pausa. Il cinema indipendente italiano dimostra di saper sfornare ancora questi piccoli capolavori, portando ottimismo a chi vuole dedicare la propria vita alla settima arte.
matteoscarface @ 29/07/2007 2.06.02 7½ / 10 Nazareno è uno dei pochissimi film indipendenti in Italia, girato con un budget bassissimo e probabilmente molta fatica. Lode dunque al coraggio di Varo Venturi che, oltre a dirigere, riveste moltissimi ruoli all'interno della produzione. Il film conta su un'idea ben sviluppata, esportabile anche all'estero. Gli attori hanno finalmente facce vere e non patinate come ormai siamo abituati a vedere. Alcune sequenze poi sono sviluppate veramente bene e destano attenzione. |
La Repubblica TrovaCinema Recensioni degli spettatori Nazareno Inviata da: luca - Data: lunedì 02 luglio 2007 Fare un "film d' azione" in Italia non é facile. Ambientarlo poi in una città come Roma, lasciandola riconoscibile ma non oleografica, utilizzare attori alle prime esperienze ed in più con i mezzi economici di un opera prima italiana indipendente, era veramente arduo. Il risultato però é molto interessante, gli attori sono bravi, sopprattutto l' interprete principale, il Nazzareno del titolo (che si chiama come il personaggio del film ma con una "z" in più) e risultano simpatici al pubblico, il montaggio é molto dinamico e la fotografia molto espressiva. Nel complesso un film non perfetto ma con tutta la carica di un gruppo di persone che vogliono fare cinema in Italia con pochi mezzi ma molta bravura e voglia di sperimentare. Da vedere |