NAZARENO: Selezione rassegna stampa
 

AGI news on Cinenews:
Intervista a Varo Venturi

http://www.agi.it/cinenews/xx-mese-200x/notizie22/buona-la-prima-nazareno-varo-venturi

 

AFFARI ITALIANI - Il primo quotidiano on line
Intervista a Varo Venturi

http://canali.libero.it/affaritaliani/culturaspettacoli/varoventuri1307.htm

 

SENTIERI SELVAGGI (del 09/07/2007)
( www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?sez0=2&sez1=164&art=22179 )

CINEMA RECENSIONI

Underworld: “Nazareno”, di Varo Venturi

Roma non ha mai fatto così paura. Terrorizzante, livida, angosciante e indicibile, come il mondo perfetto e compiuto in cui Nazareno ci immerge fin dalle prime scene.
Umano-troppo umano: pochi personaggi (non-attori) troppo reali, colti nel mezzo delle loro esistenze, nei momenti apparentemente insignificanti che ne rendono le anime tangibili. Pasoliniani nella loro linearità senza appello, nell’immediatezza di dolori, felicità e indifferenze.
L’underworld ignoto della metropoli, lo spessore disperato dei protagonisti fanno impallidire le tensioni di qualsiasi “romanzo criminale”, gli sbandamenti e le frenesie dell’inquadratura e del montaggio poco scampo lasciano allo spettatore: se scegli di guardare sei già dentro quella vita, quelle situazioni, gabbie e tentativi continui di fuga; l’unico modo di non entrarci è distogliere lo sguardo. Così Venturi realizza uno di quei film che fanno il miracolo di sublimare, con un misterioso salto, la realtà su uno schermo di immagini; e anche per questo mette in questione quella frattura che forse non sappiamo neanche dove cercare – tra reale e non reale. Davvero non poco per un’opera prima grezza e compiuta, aperta e risolta. La spiritualità resta in superficie, quasi aliena dal resto del film, nonostante ne sia un movimento fondante: finisce per essere un insieme di inserti, ma forse è così che i protagonisti vivono la loro personale ricerca di infinito. Anche la vicenda che muove la storia – furto di valigetta in cassaforte, burattinai invisibili – resta poco chiara, tende continuamente ai margini della mente, dello sguardo, della comprensione: come se quei due mondi – alto e basso, deprivazione ed eccesso, potere e impotenza – davvero fossero fatti per non incontrarsi mai, se non a carissimo prezzo.
Il film d’esordio di Venturi si appoggia da una parte allo stile documentaristico - di rara immediatezza, senza ammiccamenti, senza alcun trucco – che coinvolge soprattutto le scene in interno e i confronti iniziali tra i personaggi; dall’altra schizza all’improvviso schegge oniriche, deliranti. Forse ingenue, ma in fondo mai incoerenti. Non sono solo le soggettive, i dialoghi, una sceneggiatura scarnificata o una storia il cui senso sfugge costantemente a fare il valore di questo film. Proprio come se la realtà che il regista ha scelto di rappresentare e il farsi della pellicola si fossero compenetrate, magicamente, definitivamente.


di Annarita Guidi

 

IL CINEMANTE
( www.ilcinemante.com/dettaglio.asp?id=1590 )

Sala recensioni

NAZARENO di Varo Venturi

Dalla bizzarria al sublime

Andare al cinema a vedere un film e riuscire ancora a sorprendersi – nel bene e nel male – è sempre più raro. Trovare un film che abbia la forza formale, la potenza del racconto, la prassi realizzativa di scardinare gli schemi estetici, i tabù narrativi, le tradizioni produttive è quasi impossibile in epoca di standardizzazione e globalizzazione anche delle idee. Il “nuovo” può nascere solo da menti fuori dal Centro, lontano dalle coste investite dalle onde mediatiche, da artisti che vivono una marginalità che può anche avere lo scatto ed ergersi dalla bizzarria al sublime. Nazareno oltre un film è il trailer di se stesso, è un videoclip senza musica, è un grand guignol di suggestioni barocche, di tensioni esotiche, di putrescenza morale e di cinismo malolente, di santi perduti e di clero demoniaco, di sesso e sangue, di innocenza e Caduta. Attori non professionisti post-pasoliniani agitano una storia dura e visionaria in una Roma dal ventre molle e purolento, baldracca e materna, assassina e stratificata di potere millenario e millenaristico, di sette metafisiche e di droghe allucinogene, una Roma psichedelica e borrominiana, fatta di cupole sensuali come mammelle, oscene come glandi, assunte in cielo come mongolfiere, una Roma di picchiatori mistici e di cardinali terroristi: una Roma che sembra porsi come l’attualizzazione, oltre la diga epocale dell’11 settembre, di quella felliniana, anch’essa caleidoscopica, francisbaconiana, stordente, de La dolce vita, non a caso citata in una scena dischiarata dal regista Varo Venturi. Nazareno è un picchiatore che riscuote i crediti degli strozzini di notte mentre di giorno è un portantino. Ma queste sono le reali professioni anche dell’attore non professionista che lo interpreta, come di gran parte del cast. Un effetto pasoliano soprattutto in sala, alla proiezione della prima del film; cast invece di grande bravura nel film. Il film è un grande calderone, una Enciclopedia, un opera totalizzante che Varo Venturi affronta con coraggio e incoscienza, con mitomania e delirio in un film che oltre Fellini e Pasolini sembra avvicinarsi ai territori alienati e straniati di Carmelo Bene ma anche dei b-movies tra thriller e fantascienza. Certamente la follia di Venturi ma anche la sua “ardimentosità” realizzativa sono sane, non malate come tanti film corretti, carini, perbene ma così prevedibili, retorici, visti già mille volte.

di Raffaele Rivieccio

 

35mm
( www.35mm.it/film/scheda.jsp?idFilm=36926 )

Recensioni

“Nazareno”: Forte, crudo e sincero.

Un miracolo. Si può riassumere così "Nazareno", opera prima di Varo Venturi. Il film è infatti costellato da richiami vari alle sacre scritture, dalla contrapposizione fra bene e male, fra il giorno e la notte e, soprattutto, un senso di Apocalisse che incombe sui personaggi del film. Un miracolo è anche riuscire a dar vita ad un film che è costato soli 100.000 euro e che ha avuto una gestazione di ben quattro anni. Varo Venturi insinua, ti colpisce ai fianchi, senza però palesare il suo pensiero, lasciando l'interpretazione allo spettatore. Girato con un cast perlopiù di attori non professionisti, "Nazareno" si ispira alla vita reale del protagonista, Nazareno Bomba, brillante nel suo debutto cinematografico. Scevro da sovrastrutture tecniche e con un incipit che richiama le atmosfere di "Mean Streets" di Scorsese, l'opera si muove attraverso colori cupi, primi piani degni del miglior Caravaggio, con il coraggio di offrire una storia dura, cruda ma terribilmente sincera. I temi che Venturi sceglie di toccare sono delicati, rispetto al respiro del cinema italiano. In altri paesi un film del genere avrebbe avuto miglior sorte, una produzione alle spalle di primo piano ed un budget dignitoso. Così non è stato, ma il film nelle sale uscirà comunque. Un dovere ed un piacere andarlo a vedere.

di Francesco Therese

 

SKY CINEMA

WEEKEND AL CINEMA

[…] Anche dal nostro paese arriva un'opera prima: Nazareno, piccolo film di Varo Venturi, regista, sceneggiatore e produttore di un'incredibile storia vera: quella di Nazzareno Bomba (che interpreta se stesso), uomo dalla doppia vita: infermiere amorevole in un ospedale geriatrico di giorno, e picchiatore per il recupero crediti di notte. Una storia originale e incredibile, spirituale e violenta.

 

CINEMAINVISIBILE
(www.cinemainvisibile.it/Archivio/nazareno.htm)

NAZARENO

Il Nazareno del titolo è un amorevole infermiere geriatrico di giorno e un duro picchiatore per il recupero crediti di notte. La dicotomia esistenziale di Nazareno è già insita nel suo nome (nazareno è uno degli epiteti di Gesù Cristo ma nazareni sono anche gli appartenenti ad una setta giudeo-cristiana che facevano voto di astinenza e castità alla ricerca di purificazione). E si concretizza in una vita fatta di stenti al limite della legalità (Nazareno è un ex carcerato con famiglia disastrata, indebitato fino al collo e in costante ricerca di sbarcare il lunario con mezzi più o meno leciti) e di una innata spinta mistica verso qualcosa di indefinibile e più grande di lui. Una sorta di misticismo irrisolto, confuso dal trauma della religiosità deviata di un padre cattolico e violento. L’occasione per cambiare vita sembra arrivargli da un mefistofelico avvocato che all’ombra del Vaticano gestisce strani traffici internazionali e gli propone di trafugare per lui una misteriosa valigetta in mano ad una cosca mafiosa locale. Con una strampalata gang di compagni Nazareno riesce a portare a termine il colpo ma al momento della consegna della valigetta verrà a conoscenza di una terribile verità… Nazareno rientra in quegli strani fenomeni cinematografici che solo in Italia sembra possano verificarsi. Autoprodotto (senza neppure il finanziamento dello Stato), costato poco più di un cortometraggio secondo quelli che sono gli standard europei (non certo italiani!), interpretato da attori non professionisti presi dalla strada, Nazareno riesce a vedere la luce dopo circa 6 anni di gestazione. È infatti a partire dal 2001, prima di quell’11 settembre che avrebbe poi cambiato il mondo per sempre, che Varo Venturi, attore-regista-produttore, pensava ad una storia neo-reale (come la definisce lui) e non neorealista, una storia che prende spunto da trafiletti di giornale che magari passano inosservati ai più (come un serio traffico di uranio 235 dentro Roma o un prete sospettato di essere il capo di una cellula terroristica islamica) ma non all’occhio attento di Venturi. Anche in “La mala educacion” di Almodòvar il sedicente regista interpretato da Felé Martinez traeva ispirazione dai fatti di cronaca per i soggetti dei suoi film. Non è dunque inusuale trarre idee da quello che ci circonda, “dalla neo-realtà, dentro di noi, dietro ogni angolo o nella cronaca di tutti i giorni”. E non è un caso che Venturi parli proprio di “follia” nel voler portare a compimento un simile progetto. Una storia del genere, commistione di spionaggio, terrorismo e religiosità, avrebbe di sicuro avuto maggiore respiro con un cast di grido e mezzi notevoli (basti pensare al dimenticabile “Codice da Vinci”di Ron Howard). Ma come Nazareno ripete più volte nel corso del film: “A chi ha verrà dato, a chi non ha verrà tolto anche il poco che possiede”. Quasi una metafora di tutte le difficoltà che la produzione del film (la Deusfilm, anche distributrice insieme ad Andrea De Liberato) ha incontrato nel corso dello sviluppo di questo interessante quanto inconsueto progetto.Angusto e vivace affresco di una realtà metropolitana fuori dal comune, con una fotografia livida e sottotono che non illumina mai Roma e i suoi angoli di cielo senza tempo. Una Roma inquietante e claustrofobica, chiusa tra le mura del Vaticano o le squallide sale di un night. Un mondo apocalittico in cui tutto sembra comandato dall’alto e destinato all’inevitabile collisione. Eppure anche in una realtà senza speranza c’è sempre la possibilità di redenzione. Nazareno può scegliere e quello che era iniziato come un colpo per cambiare vita si rivelerà un viaggio iniziatico verso la sua purificazione. Proprio come per i nazareni…

di Marco Catola

 

CINEBAZAR
( www.cinebazar.it/public/cbz/riv/riv1a001721.htm )

Operazione post neorealista di Varo Venturi
Nazareno, Roma a tinte cupe e neo spiritualiste

Nato da un’idea biografica (la vera vita di Nazareno Bomba che è anche co-autore del soggetto) Nazareno è un film che si colloca sulla linea di demarcazione che divide il cinema verità e la fiction. Varo Venturi, talentuoso regista vincitore del premio Sacher con il cortometraggio Cosmos Hotel, cresciuto nell’humus del teatro sperimentale e della canzone d’autore si lancia ora, con questo lungometraggio d’esordio, in un’operazione difficile ed interessante. La trama analizza la vita di un trentaquattrenne ex detenuto che conduce una doppia esistenza: infermiere geriatrico di giorno, picchiatore mercenario per il recupero di crediti di notte. L’uomo che fa anche parte di una piccola confraternita cattolica viene scelto da un avvocato che opere nelle alte sfere ecclesiastiche per un importante incarico sulla ricerca dei vangeli apocrifi. Il protagonista, inconsapevole del vero scopo della missione, si ritroverà coinvolto in un terribile trama internazionale. Il film girato in digitale e a spalla, segue il personaggio principale e il suo mondo dicotomico in modo zavanittiano dando alla pellicola una atmosfera iper-realista che rimanda, soprattutto per le facce e le situazioni, al cinema di matrice pasoliniana.
Questi “ragazzi di vita” che Venturi ha recuperato dalla strada (quasi tutti gli attori non sono professionisti), mettono in scena la realtà delle loro esistenze. Ne risulta così una sorta di post-neorealismo ambientato in una Roma avvolta da atmosfere oscure e neo-spiritualiste, con un incombente cupolone che sovrasta minaccioso la messa in scena quasi a sottintendere poteri occulti e trame inspiegabili.
Il film rischia in certi momenti di risultare incomprensibile allo spettatore soprattutto per colpa di un inestricabile onirismo che avvolge la vita del protagonista. Ma, nonostante questa confusione narrativa e riferimenti poco congrui e quasi oltraggiosi al cinema felliniano (la scena in cui Nazareno viene invitato come un novello Marcello a fare il bagno nella fontana di Trevi), Nazareno è un pastiche postmoderno che trae ispirazione da tradizioni, pratiche alte e basse all’insegna di della memoria storica della nostra gloriosa stagione neorealista. Il basso budget e la inusitata operazione richiamano come lo stesso regista la definisce “la pura follia” di un cinema coraggioso che osa essere giovane e sperimentale.

di Oriana Maerini

 

IL MESSAGGERO (del 29 giugno 2007)

"Nazareno", Roma e la notte

Una storia hollywoodiana riletta con gli occhi di Pier Paolo Pasolini. Una cassaforte che contiene segreti che possono distruggere il mondo, un furto rocambolesco nella notte, pistole e sangue. E poi la Madonna di Trastevere, l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di Santa Maria del Carmine, croci e preghiere.
Litanie e visioni new age. Solo che le immagini non sono quelle patinate di Ocean's thirteen e il protagonista, che non è Gorge Clooney, avrebbe fatto impazzire Pasolini, tra crudeltà e debolezze e luci scure di una Roma metropolitana, decadente, sporca, cattiva e abitata da molti "ragazzi di vita".
Varo Venturi, cineasta al suo primo lungometraggio e in passato anche autore di Amore Disperato di Nada, ha mescolato molto per realizzare il suo Nazareno. Quello che è nato ha la bella faccia, cattiva quanto basta, di Nazareno Bomba. Un nome che è un destino e un destino che si riassume, al netto di questa prima esperienza d'attore, in anni passati a giocare a rugby nella nazionale italiana e, dopo un coma di un mese, in una vita da gentile infermiere geriatrico che di notte recupera crediti, anche in modo poco ortodosso. Tanto da finire in carcere, da esserne appena uscito e da vivere, "ancora per poco" giura, agli arresti domiciliari nella sua casa a Trastevere. Varo pesca a piene mani dalla vita, avventurosa ma non hollywoodiana, di Nazareno, scrive a sei mani il soggetto facendosi sostenere dallo stesso Nazareno e da Luisa Maria Fusconi, si inventa un film completamente indipendente dove ognuno recita se stesso e dove per il casting si è andati a rovistare tra gli amici di strada di Nazareno, tutti bravissimi per altro. Il film, «costato non più di 100 mila euro - spiega Venturi - iniziato a scrivere nell'estate del 2001, molte volte interrotto e ripreso - esce oggi nelle sale di tutta Italia e a Roma in ben sette sale in contemporanea. «Un film pasoliniano nella sfida di utilizzare tutto attori non professionisti, a parte Francesca Schiavo - spiega Venturi. Un caledoiscopio che ha al centro il tema della spiritualità. Il tentativo di creare un nuovo linguaggio». Una storia noir, sgranata, con una Roma scura e tagliata dalle luci notturne che mescola gli ex Mercati Generali, luogo dei fatti di sangue e di furti, i giardinetti del Colosseo dei tossici e delle prostitute, la Trastevere della Festa dei Noantri e il Vaticano brutto, sporco e cattivo. Quello che tiene le fila di nascosto, che gestisce terroristi e nuove paure, che manipola uranio e uomini buoni e cattivi. Nazareno Bomba non smentisce il suo nome e sorprende tutti, agile come un gatto a interpretare se stesso, redento e redentore nel medesimo tempo.

Maria Grazia Filippi

 

CINECITTA’ NEWS ( del 26/6/2007)
( http://news.cinecitta.com/dossier/dossier.asp?id=6659 )

DOSSIER

Roma e i poteri occulti

Una Roma multiforme, avvolta da nuove forme religiose e pervasa dall'ombra silente del potere è la protagonista di Nazareno, film indipendente dell'esordiente Varo Venturi nelle sale dal prossimo 28 giugno. Vite che si incrociano nei bassifondi di periferia mosse da bisogni primari ma percorse anche da un anelito di spiritualità, che oscillano tra la violenza della legge di strada e il desiderio di redenzione. Gli eventi si snodano con imprevedibili e veloci colpi di scena sino ad arrivare a toccare gli alti palazzi del potere che gioca con le vite di chi lo abita o semplicemente ne viene in contatto.

Quattro anni di gestazione e un cast di attori non professionisti per un film girato con poche risorse e in totale autonomia, che ha cercato ispirazione in alcuni fatti che hanno velocemente attraversato la cronaca locale come la notizia di un traffico di Uranio 235 a Roma o quella di un prete presunto capo di una cellula terroristica islamica che entra e esce dai palazzi vaticani. "Sono supposizioni", dice il regista. "Non pretendo di dare al film altra connotazione che quella di fiction. Ma c'è sicuramente un'interrelazione tra religione, politica e vita quotidiana su cui bisogna riflettere".
Protagonista nonché ispiratore della pellicola è l'infermiere professionista Nazzareno Bomba che nel film interpreta con impressionante credibilità se stesso: amorevole infermiere geriatrico di giorno, picchiatore professionista per recupero crediti la notte. Un personaggio che cerca di liberarsi dalla violenza del destino e del passato (un padre religioso e insieme brutale), alla ricerca di redenzione (economica e spirituale), con una fisicità possente e una spiritualità ancora più vigorosa. Fin dall'infanzia frequenta una confraternita religiosa (nella realtà Nazzareno appartiene all'arciconfraternita dei Portatori della Madonna di Trastevere) e porta come una croce il peso del suo nome. E' alla ricerca di risposte che cerca nei vangeli apocrifi (quelli non canonicamente approvati dalla Chiesa) e sente il bisogno ossessivo di fare qualcosa di più, ma soprattutto di capire la realtà che lo circonda. Assoldato da un mefistofelico avvocato che opera nelle alte sfere ecclesiastiche per una pericoloso colpo ai danni della mafia romana, si ritrova inconsapevolmente coinvolto in un terribile traffico internazionale e scopre di essere un automa controllato da un "potere alto" che si muove tra rampanti mafie dell'est e terrorismi islamici.

Un continuo oscillare tra aspirazioni terrene e spirituali, violenza e imprevedibile redenzione che viene in conclusione svelato nella citazione nietzschiana dell'avvocato: "Se diverrete come fanciulli entrerete in quel regno dei cieli ma noi siamo diventati uomini e perciò vogliamo il regno della terra".

di Carmen Diotaiuti

 

IL MANIFESTO (del 6 luglio 2007)

La via crucis di Nazareno a Roma, città amara

La vera scoperta di Nazareno esordio di Varo Venturi è Nazzareno Bomba, una presenza possente come doveva essere sul campo di rugby, pilone della squadra, prima che un incidente d'auto lo mettesse fuori gioco, un mese in coma, fratture in tutto il corpo e la lenta ripresa solo un anno e mezzo dopo. Venturi ne fa un corpo cinema come raramente si vede. Usa i riferimenti cinematografici da Fellini a Risi a Spielberg come materiale grezzo a fare da sfondo nella storia del proletario ex tossico uscito di galera da non molto, che passa la giornata a prendersi cura come infermiere di vecchietti invalidi per un'associazione cattolica e la notte è spesso implicato in storie violente. Una volta tanto il racconto non si appiattisce sullo schermo, come speso avviene nei film italiani, ma produce una interessante reazione che un po' si espande e un po' si spegne, ma in ogni caso pulsa. Nazareno è circondato da altri personaggi con credibili facce da torso, da spillo, da trucido e nomi appropriati a svolgere ruoli da picchiatore o scassinatore. Tutti attori non professionisti (bravi) a parte Luisa Fusconi sceneggiatrice e regista teatrale e Francesca Schiavo, cantante. I video delle sue musiche sono state prodotte da Varo Venturi che ha talento musicale oltre che cinematografico (Cosmos Hotel fu premiato al Sacher '97). (…) La sovrabbondanza nuoce alla storia: troppi riferimenti, troppi elementi, dal traffico d'armi, agli stupri etnici, al terrorismo islamico, alle nuove frontiere degli affari, alle implicazioni oscure di esponenti del Vaticano, i club privé, le sette naturiste, esoteriche ecc., ma in fondo anche questo fa parte della Roma vera o stampata, basterebbe leggere i giornali locali, fa parte del rumore di fondo della città. Una lieve amarezza umoristica solleva il film dalla banalità, una autentica amarezza perfettamente descritta lo rende corposo, rende conto del tempo che è passato dal ricordo dei maestri e come non c'è più certo la Roma della dolce vita, e neanche dei soliti ignoti, ma Pasolini è sempre tra noi. La nostra è una epoca lontanissima anche dall'America dei sogni, come quell'astronave aliena che arriva alla «Incontri ravvicinati» nella notte in periferia, mitica come un autobus dell'Atac atteso per almeno 45 minuti. Produce Deus Film.


Silvana Silvestri

 

IL TEMPO (domenica 29 luglio 2007)

Al cinema «Nazareno» del regista Varo Venturi

La Roma ecclesiastica rivisitata in un livido thriller notturno

È una Roma avvolta da neo-spiritualismi, quella dove Nazareno, amorevole infermiere geriatrico di giorno, picchiatore per il recupero crediti di notte, vive una profonda crisi religiosa, nel ricordo di un’infanzia marchiata da un padre cattolico e violento. Sempre pronto a cercare soluzioni nell’ambiente malavitoso per risolvere una durissima condizione economica, Nazareno viene assoldato da un enigmatico avvocato che opera nelle alte sfere ecclesiastiche per un pericoloso colpo ai danni della mafia romana. Inconsapevole del vero scopo della missione si ritroverà coinvolto in un terribile traffico internazionale e in una Roma livida e terrorizzante, come il mondo crudele nel quale Nazareno si muove fin dalle prime scene. Questo è lo spirito dell’esordio cinematografico di Varo Venturi nel lungometraggio "Nazareno", con Nazzareno Bomba, Varo Venturi, Sonia Spogk, Bruno Bomba, Francesca Schiavo, Luna Giorgetti (Italia 2007). I personaggi sembrano rievocare quelli pasoliniani, almeno nella loro feroce e dolorosa indifferenza. L’underworld sconosciuto della metropoli romana e le disperazioni dei protagonisti mescolate ai loro smarrimenti vengono rapite dall’inquadratura e dal montaggio frenetico: sembra così di essere dentro quella vita, in quelle situazioni e in quei tentativi continui di fuga. Il regista lascia scampo alla frattura tra il reale e il non reale, in un’opera prima grezza, dallo stile documentaristico e dalla spiritualità che resta sempre in superficie, quasi fosse un modo contemporaneo per i protagonisti di indagare l’infinito negli angusti spazi terrestri. Il pretesto narrativo parte dal recupero di una valigetta, di importanti e misteriosi documenti della mafia romana, ma la trama poi sfuma nel conflitto dei contrasti: tra potere e impotenza, abusi e assenze, in un’alternanza di rimandi onirici e deliranti. Dopo una disperata fuga dalle forze di sicurezza "speciali", l’anti-eroe del film dovrà fare i conti con il proprio istinto salvifico, in una Roma controllata "dall’alto", all’ombra di rampanti mafie dell’Est e di fantomatici terroristi islamici. Tutto in un surreale viaggio iniziatico che condurrà il protagonista verso un’imprevedibile redenzione.

Dina D’Isa

 

ANSA (del 26 giugno 2007)

CINEMA:
NAZARENO, SPIRITUALITA' FRA THRILLER E VIDEOGIOCO

- ROMA, 26 GIU - Un protagonista preso dalla strada e trasformato in attore principale di un thriller metropolitano che affronta, in una commistione di generi, il tema della spiritualità. E' la scelta stilistica che ha fatto Varo Venturi per la sua opera prima, Nazareno, il film "super indipendente" come l'hanno definito gli autori, in uscita, distribuito da Deusfilm con Mediaplex, il 28 giugno in tre sale di Roma, dal 29 a Milano, Torino, Firenze e Bologna, e a seguire in altre città. Venturi, appartenente a una famiglia che vanta Papi come Pio II, fa della religione, seppure in modo provocatorio, il tema centrale del film, girato quasi esclusivamente con attori non professionisti. Al centro della storia c'é l'ex tossicodipendente Nazareno (Nazzareno Bomba), che di giorno lavora come infermiere geriatrico e di notte come picchiatore al servizio di uno strozzino. La grande occasione per lui sembra arrivare quando un avvocato (interpretato dal regista) legato ad ambienti del Vaticano, gli commissiona il furto di una misteriosa valigetta, che in realtà contiene dell'uranio destinato a un attentato terroristico. Nazzareno, da sempre credente e legato a un'arciconfraternita, ma cresciuto con un padre tanto religioso quanto violento, sarà costretto a rivedere il suo sistema di valori. "Abbiamo cercato di rappresentare il bisogno di una nuova spiritualità - ha detto Venturi, che ha scritto la sceneggiatura con Luisa M. Fusconi - e il contrasto fra le piccole aspirazioni religiose e il dominio sul mondo che esercitano, in diverse forme, le grandi religioni. Certo la storia che raccontiamo è pura fiction, ma abbiamo tratto spunto anche da qualche elemento di cronaca".
Musicista e regista di vari corti, Venturi gira, in una Roma soprattutto notturna, fra personaggi surreali, con un ritmo da videoclip e videogioco. Si mescolano, nella vicenda, simbologia religiosa, thriller, fantapolitica, documentario, commedia all'italiana e cinema pasoliniano. Il protagonista è modellato sul suo bravissimo interprete, Nazzareno Bomba, che nella vita é veramente un infermiere. (…) "Come attore ha dimostrato molto più coraggio di tanti professionisti" ha spiegato il cineasta. Per il regista, l'arrivo del film in sala è già un "piccolo miracolo. La sceneggiatura è del 2001, e le riprese sono iniziate nel 2002. Abbiamo però dovuto fermarci varie volte, soprattutto per problemi economici. Il film è realizzato senza contributi dal Ministero, e il nostro budget non ha superato i 100.000 euro". Ben più ambizioso è invece il prossimo progetto di Venturi, e Fusconi già in fase di pre-produzione: "Sarà una sorta di road movie medievale ambientato nel 1460 con tre protagonisti che partono da Roma per un viaggio epico - ha detto il regista -. Avrà sempre come tema centrale la religione, ma c'entrerà anche la magia. Siamo in trattative con varie società europee e statunitensi, le riprese dovrebbero iniziare a fine anno". (ANSA)

 

SEGNO CINEMA     (del 1.09.2007)

I 50 top film della stagione:

Nazareno

La vita di Nazareno si divide tra il lavoro in un ospedale geriatrico, che lui svolge con grande dedizione e con incondizionato affetto nei confronti dei pazienti, e il recupero di crediti per una banda di malviventi. Contattato da un personaggio misterioso che di Nazareno apprezza la conoscenza dei Vangeli apocrifi e l’appartenenza a un gruppo d’ispirazione cattolica, accetta l’incarico di recuperare una valigetta metallica contenente documenti segreti e molto importanti. Mette su una banda e riesce nell’impresa. Ma non tutto va come dovrebbe e Nazareno scopre di essere entrato, inconsapevole, dentro gli ingranaggi di un possibile attentato terroristico.
Primo lungometraggio di Varo Venturi che confeziona un film a tratti fascinoso e inquietante. Roma è una città che sembra vivere solo di notte. Insidiosa. violenta, informe, visionaria.
Il limite, forse fisiologico in un film d’esordio, è nella sovrabbondanza dell’ispirazione che tenta di dosare non riuscendovi appieno. Forti impatti visivi con profonde sugestioni oniriche e simboliche.
Come appare dai titoli di coda, Nazareno è un film la cui confezione, dal soggetto alla sceneggiatura, alla reitazione, alla post produzione, dà la piacevole sensazione di un lavoro veramente collettivo.

di Attilio Coco

 

FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA ( UNIVERSITA’ DI CATANIA)
( http://www.flett.unict.it/flett/forum/topic.asp?TOPIC_ID=506 )

NAZARENO

Nazareno Bomba è un sollecito e affettuoso infermiere geriatrico di giorno e un picchiatore per la riscossione crediti di notte. Un avvocato lo contatta per chiedergli di recuperare dei documenti conservati in una cassaforte della mafia romana. Con una banda piuttosto improbabile nei suoi componenti quanto efficace nei risultati, Nazareno realizza il colpo ma si rende ben presto conto di quanto pericoloso per lui e per tutti sia il contenuto di quella valigetta. «L’inferno non è poi così lontano», gli dice l’avvocato, poiché «il nucleo della terra è composto da uranio»…
Film di grande impatto e originalità, realizzato con pochi soldi, con un cast pasoliniano di attori non professionisti, in uno stile iperrealista, concitato, caravaggesco, capace di affrontare temi complessi come il rapporto tra i poteri religiosi, le speranze degli individui, la violenza soggiacente ogni vita. Nonostante qualche inconguenza nella trama, Nazareno risulta tanto estremo quanto credibile.

Roma, la Roma cattolica, vi appare tenebrosa e più babilonesca che mai.

«Stare sulla croce del tempo, là dove fiorisce la sua rosa»  (E.Mazzarella)

Alberto Giovanni Biuso

 

L’OMBRA DI ROMA

“Nazareno”, di Varo Venturi

Il primo lungometraggio di Varo Venturi ha il raro coraggio di esprimere un netto punto di vista sul cinema: film orgoglioso di essere girato in totale autonomia, quasi a “zero budget”; opera corale con un ensemble di attori quasi tutti presi dalla strada, che interpretano se stessi in un complesso gioco di ironia e specchi, calati all’interno di una struttura drammatica di genere, archetipica.
Protagonista del film è Roma, città verticale, multiforme e stratificata, un dedalo di strade, vie, vite che si articolano dai bassifondi della periferia ai grandi palazzi del potere che con le loro volte e cupole sembrano continuamente, e gravemente, scaricare il loro peso sul tessuto umano che ricopre il livello della “strada”. Roma lascia intravedere la sua ombra più profonda, la ricerca di un difficile, forse impossibile equilibrio tra l’ineluttabile “lavoro” di un potere silenzioso, occulto e secolare, ed i destini di un tessuto sociale abbandonato al caos dei propri semplici bisogni, iperstimolato da una comunicazione multiculturale che con le sue infinite ramificazioni sembra però suggerire un’implausibile ma possibile via di elevazione e salvezza.
Nazzareno Bomba, infermiere che esordisce come protagonista assumendo con impressionante sicurezza il peso di un lungometraggio plasmato interamente intorno alla sua possente fisicità e al suo intenso dramma esistenziale, è affiancato da un’improvvisata banda di “soliti ignoti”, straordinari comprimari del tutto alieni al “mestiere” attoriale, che giocano con i loro personaggi, come lenti che più o meno distorcono le esperienze della loro vita reale.
Sullo sfondo si muovono clan mafiosi e gruppi terroristici, orchestrati nell’ombra dal mefistofelico avvocato Elia Da Re, incarnato dallo stesso regista, in un climax che rende crudamente concreto il disinvolto traffico di armi di distruzione di massa.

Nazareno compie un sofferto viaggio iniziatico alla ricerca di un possibile equilibrio tra la violenza della sua legge della strada, come picchiatore e mercenario, e la violenza che continuamente il suo destino gli infligge.
Perché Nazareno, come tutti i personaggi che lo circondano, è soprattutto in cerca di una redenzione.
La posta messa in gioco da Varo Venturi è alta sia sul piano stilistico, seguendo la lezione poetica italiana dei grandi maestri del neorealismo e ancor più di Pasolini, optando per un iper-realismo della “vita colta sul fatto” che dialoga con ipercinetiche sequenze d’azione, inseguimenti d’auto e sparatorie che possono contare un’orchestrazione di innumerevoli inquadrature, paragonabile ai più arditi blockbuster hollywoodiani; ma anche sul piano estetico, per la scelta di gestire un materiale così complesso e ambizioso (la sceneggiatura è scritta dal regista con Luisa Maria Fusconi) con un piccolo film integralmente autoprodotto, capace di sfruttare al massimo i benefici di una troupe e attrezzature leggere ed elastiche, tendendo ad una sorta di “neorealismo tecnologico”. La telecamera digitale, immersa in un buio quasi perenne, fraziona lo sguardo in innumerevoli punti di vista, liberandosi da qualsiasi vincolo spaziale e producendo un’illimitata gamma di possibili inquadrature che è stata successivamente armonizzata attraverso un’accurata fase di post-produzione che ha permesso alle immagini di essere quasi integralmente “dipinte”.
Ne deriva l’affresco, caleidoscopico e violento, di una metropoli, Roma, capitale ombra di un potere silente e sotterraneo, che gioca inesorabilmente con le vite di chi la abita o anche solo la attraversa; un’ombra che diviene sempre più urgente riconoscere e comprendere.

Dott. A. Romagnoli
Ricercatore del Dipartimento di Cinema Musica Teatro  (CMT) dell’Università di Pisa

 

SINTONIE (supplemento settimanale del MANIFESTO) del 28 luglio 2007

“ULTRAVISTI”

NAZARENO, di Varo Venturi

(Legenda film - VOTO: BELLO)

Angelo di giorno, guerriero di notte, Nazareno si occupa di vecchietti invalidi e malavita, in una Roma che ha già digerito Fellini e tutti i classici (ma forse ancora in sintonia con Pasolini).
L’interprete, Nazzareno Bomba, è una presenza possente (come doveva essere sul campo di Rugby, pilone della squadra prima che un incidente d’auto lo mettesse fuori gioco).
Il colpo che può salvare la pelle a Nazareno, è ideato dalla nuova criminalità internazionale in cui sono coinvolti famosi magistrati, notai e prelati.
E chi agisce sono i soliti ignoti.
Una buona scelta musicale si fa materia cinematografica (il regista è un esperto avendo al suo attivo parecchi famosi video musicali).
Meno credibile quando inserisce troppi elementi e si avvicina con la stessa tensione del povero Cristo alle atmosfere sulfuree dei quartieri alti.
Interessante esordio molto indipendente, con la maggior parte degli attori non professionisti. Bravi.

S.Silvestri

 

CINECORRIERE
( www.totoguida.it/cinecorriere/articolo.php?id=222 )

Realizzato con modesto budget "Nazareno" è un film originale

Un budget che coprirebbe a malapena il costo di qualche scena di un film hollywoodiano, una produzione che più indipendente di così non si può e una gestazione difficile durata oltre quattro anni. Ma alla fine è nato. Si tratta di Nazareno, film di Varo Venturi (classe ’56 ma al suo esordio alla regia di un lungometraggio) in uscita nelle sale il 28 giugno. Scritto nell’estate 2001 ma iniziato a girare l’anno successivo con frequenti interruzioni, il film è certamente il prodotto degli sforzi dell’intero cast, tecnico e non, affezionato a tal punto al progetto tanto da resistere alle molte difficoltà che ne hanno contrassegnato la nascita.
L’argomento non è dei più semplici da affrontare. All’ombra del Vaticano, un losco e potente avvocato gestisce strani traffici da intrigo internazionale.
Per recuperare una preziosa, quanto misteriosa valigetta, l’uomo sceglie Nazareno, un amorevole infermiere, ex detenuto e appartenente ad una piccola confraternita cattolica, che di notte si occupa di recupero crediti come picchiatore mercenario. Il pregiudicato, diviso tra una situazione familiare non facile e la ricerca di una sorta di “verità spirituale” con qualche crisi mistica, accetta l’incarico. Nazareno e il suo gruppo si ritroveranno però in qualcosa di molto più grande di loro. Ispirato nella trama a misteriosi fatti di cronaca realmente accaduti, il film è in più di qualche sua parte la ricostruzione della vera vita del suo protagonista, Nazzareno Bomba (nella pellicola il nome è con una sola zeta), infermiere, ex detenuto ed ex addetto al recupero crediti nella realtà, nonché al suo esordio come attore. Il resto del cast, eccezion fatta per Francesca Schiavo (Coppia omicida, Cresceranno i carciofi a Mimongo) e per il regista stesso, attore professionista qui nel ruolo dell’avvocato, è composto da persone “prese dalla vita, dalla strada”, come sottolinea Venturi. Tra di loro anche il fratello di Nazzareno, Bruno Bomba, nella parte di Sorcio, fratello anche nel film.
Ritratto iper-realistico di Roma e della malavita romana (facce, gesti e sguardi sono quelli di chi bene conosce l’ambiente) il lungometraggio affronta in modo inedito un tema come quello della spiritualità e della religione. Argomenti questi visti con gli occhi di un uomo che sta cercando di capire quale sia la sua strada e che per anni ha fatto parte, perdendone ora il senso, di una confraternita religiosa di antica tradizione (quella dei portatori della Madonna di Trastevere, incarico tramandato di padre in figlio e della quale Nazzareno è davvero un membro). Accanto al protagonista, un mondo fatto di criminalità ma anche di neo-misticismo, rappresentato nel film dall’amica Luna (Luna Giorgetti), massaggiatrice in contatto con entità extra-terrestri. Distribuita dalla Deus Film, la pellicola ha il difetto di eccedere in situazioni non sempre portate a conclusione, con il risultato di lasciare in sospeso alcuni elementi della storia. Difetto però trascurabile vista la complessiva riuscita di un film che di necessità ha fatto virtù e che anche per questo merita di essere visto.

di Marta Repetto

 

IL MATTINO (del 27 giugno 2007)

“NAZARENO”, L’OPERA PRIMA DI VARO VENTURI

Un thriller per cambiare vita

Roma. Nazareno è un infermiere geriatrico con forti pulsioni spirituali, è membro dell’Arciconfraternita dei portatori della Madonna di Trastevere e di notte arrotonda i magri guadagni facendo il picchiatore per il recupero crediti. Un giorno un misterioso avvocato legato algi ambienti vaticani lo assolda per effettuare un colpo apparentemente facile ai danni della mafia romana, ma che presenterà imprevedibili risvolti legati al terrorismo islamico, al traffico di materiale radioattivo e al cartello della malavita dell’est europeo. Questo, in sintesi, lo spunto di “Nazareno”, opera prima scritta e diretta da Varo Venturi, che ne ha anche curato la direzione della fotografia, interpretando il losco avvocato che contatta Nazareno. Venturi, con un passato di fotografo, musicista e regista di cortometraggi e videoclip, appartenente a una famiglia che vanta Papi come Pio II, ha girato il film utilizzando un budget minimo, inferiore ai 100.000 euro, per una sofferta gestazione indipendente durata quattro anni, fino all’uscita in sala di venerdì.
Interpretato, a parte un cameo di Francesca Schiavo, da attori non professionisti, “Nazareno” è costruito in larga parte sulle esperienze di Nazzareno Bomba che ha collaborato con Venturi e Luisa M. Fusconi alla stesura del soggetto e recentemente, intrecciando realtà e finzione cinematografica, è stato detenuto in carcere, da cui è uscito pochi mesi fa, per essere messo agli arresti domiciliari nella sua Trastevere. (…)
Tra noi è nata subito una simpatia che ci ha portato, già nell’estate del 2001, a scrivere il film – spiega Venturi – poi abbiamo avuto una infinita serie di peripezie; passando da produttori che poi si sono rivelati truffaldini a intralci di ogni genere”.
“Recitare me stesso non è per niente stato facile – confessa Bomba – ci sono episodi della mia vita che mi fa ancora male rivivere, ma è stato bellissimo il rapporto di fiducia che si è instaurato con Varo. Oggi sono ancora infermiere, e la mia ricerca di spiritualità trascende l’esperienza dell’Arciconfraternita. Mi sto facendo molte domande sul vero senso delle religioni”.

Oscar Cosulich

 

L’AVVENIRE (del 7 luglio 2007)

“NAZARENO”, di Varo Venturi

Roma è malata

“Nazareno”, primo lungometraggio di Varo Venturi, già attore e sceneggiatore, merita qualcosa di più delle consuete (dis)attenzioni spettatoriali di fine stagione, se non altro per il fatto di marcare una via del tutto originale all’italica autarchia cinematografica in ambito produttivo e – soprattutto – realizzativo, che sembra ormai essere l’unico modo per dare corpo e vita a un cinema italiano realmente "indipendente" e "resistente", specie sul piano estetico, che qui, nella fattispecie, gioca la carta dell’oscillazione costante fra documentario e fiction. Gli esiti, per quanto non perfettamente "centrati", fanno ben sperare. Vediamo nel dettaglio perché…
In una Roma cupa e decadente, dove il torbido permea ogni spazio, si aggira Nazareno, infermiere geriatrico nella pax diurna e strozzino nella melma notturna. Due attività agli antipodi che determinano una scissione quasi manichea nella psiche del personaggio, una frattura insanabile tra aneliti filantropici e azioni di cruda violenza. L’oscillare perenne tra due profili antitetici, ma paradossalmente complementari, genera in Nazareno una condizione ossimorica che sfocia puntualmente nel terreno del misticismo. Non a caso, Nazareno, durante un’infanzia oppressa dal giogo di un’educazione paterna spietatamente coercitiva, era stato membro della confraternita religiosa dei portatori della Madonna di Trastevere. Così passi dei Vangeli si mescolano liberamente alle liturgie morbose coltivate nel sottobosco della malavita romana, tra ostentazioni gestuali e grida strozzate.
Immagini sgranate, atmosfere New Age, musiche industrial, accompagnano l’incedere goffo ma risoluto di Nazareno verso un traguardo dai tratti salvifici. Infatti l’irruzione nella sua vita di un losco avvocato, tipico prototipo di fiera decadenza morale, scuote il protagonista senza però riuscire a travolgerlo. Ne nasce una missione al confine con l’assurdo, che colora la storia di toni fantapolitici, dove si ammicca alle strutture del thriller senza però riuscire ad assorbirle organicamente. Va però rimarcato come il film offra interessantissime architetture iconografiche e proponga un utilizzo della macchina da presa funzionale all’inquadramento delle viscere putrescenti che si agitano nel corpo di una Roma malata.
La visione di questa pellicola ha fornito spunti interessanti, soprattutto circa la costruzione di forme visive capaci di fuoriuscire dai binari degli standard odierni.
Va elogiato questo prodotto totalmente indipendente, con un cast composto da dilettanti (il regista ha dichiarato di aver diretto "un film pasoliniano nella sfida di utilizzare tutti attori non professionisti e di creare un linguaggio nuovo") e costato poco meno di centomila euro.

Gennaro Barbieri

 

NAPOLIPIU’ (del 30 giugno 2007)

NAZARENO: THE DARK SIDE OF ROME
Esce nelle sale il film-caso che ha come protagonisti persone prese dalla strada.

Zelante infermiere geriatrico di giorno, picchiatore per il recupero crediti la notte è la doppia vita che conduce, suo malgrado, un ex detenuto in crisi religiosa, che verrà coinvolto in un intrigo internazionale messo in piedi da un emissario del Vaticano.
Questa è la parabola di Nazareno”, un film indipendente che esce in questi giorni nei in 15 copie un pò in tutta Italia, diventando un caso se si considera che è un film low budget, che ha per protagonisti attori non professionisti presi dalla strada, e soprattutto non supportato da grandi, medie o piccole case di distribuzione.

A compiere questo miracolo sono stati il regista Varo Venturi e la produttrice Luisa M. Fusconi che, oltre a scrivere il film partendo dalla storia vera del suo protagonista, Nazzareno Bomba - 34 anni, dall’indole solare, ancora agli arresti domiciliari - lo hanno anche distribuito senza chiedere aiuti istituzionali, perchè come ha dichiarato la Fusconi: “Volevamo fare un film in nome della libertà di espressione, senza freni, perchè non c’è arte se c’è una censura burocratica e mediocre”.
Questa è solo una delle velate stoccate che la Fusconi, allieva di Baricco, e Venturi, che oltre ad essere regista è un fotografo, attore e musicista di alto livello (collaborando anche con il Living Theatre di Julian Beck) hanno lanciato in un’intervista in occasione dell’anteprima napoletana.
Nazareno ha un plot strutturato su linguaggi tipicamente cinematografici, ma entra in gioco la vera vita e il vero microcosmo dei personaggi come se fosse un documentario. Com’è nato questo intreccio tra realtà e fiction?
Venturi: “La nostra idea di partenza era descrivere Roma, città mondo, piena di superfici attraenti, misteri ed ombre, ma fatta anche di gente di strada. Volevamo dipingere “the dark side of Rome”. Abbiamo conosciuto Nazzareno grazie ad alcuni amici comuni. È nata subito un’empatia tra di noi. Nazzareno ha avuto fiducia, superando le sue paure e, mettendosi in gioco, ci ha permesso di raccontare la sua storia, guidandoci nel suo ambiente, insegnandoci anche a pensare come lui e come le persone che lo circondano, indispensabile per fare un film del genere”.

Quali sono state le difficoltà nel girare un film così rischioso a livello produttivo visto che il budget era quasi zero?
Venturi: “Il film è stato girato nell’arco di 4 anni, lottando finanziariamente, infatti abbiamo curato noi la distribuzione, ma anche fronteggiando i mutamenti fisici degli attori. La vita degli attori è cambiata influienzando il film e viceversa”.
Fusconi: “Inoltre noi eravamo una troupoe davvero anomala. Eravamo in pochi con ruoli interscambiabili, e Varo ed io abbiamo curato dalla fotografia al montaggio. Cimentarsi in tuttii ruoli è un’esperienza che dovrebbero fare tutti.
Nel film si parla di potere della Chiesa; non avete paura di qulache attacco del Vaticano?
Venturi: “Per noi era indispensabile parlarne perchè la Chiesa influenza la città. Del resto nel film non c’è nessuna accusa, apre solo un dibattito sul potere ecclesiastico. Poi se ti attaccano, vuol dire che in definitiva la vedono come te!”.

Antonia Fiorenzano

 

SUPERGA
mensile di informazione e cultura cinematografica (del 6 luglio 2007)

(http://files.splinder.com/79d93097619d3cb4b2b9a38db6e48c2b.pdf)

In copertina: NAZARENO

Quando si dice che Dio è onnipotente

Nazareno, amorevole infermiere geriatrico di giorno, picchiatore per il recupero crediti di notte, vive una profonda crisi religiosa, acuita dal ricordo di un'infanzia marchiata da un padre cattolico e violento. Per risolvere la sua difficile situazione economica, Nazareno accetta l’incarico di un misterioso avvocato (interpretato dal regista stesso) che opera nell’ambito ecclesiastico, per organizzare un pericoloso colpo ai danni della mafia romana. Inconsapevole del vero scopo della missione, si ritroverà coinvolto in un terribile traffico internazionale.

Il regista Varo Venturi dipinge una Roma totalmente inedita, livida e angosciante, avvolta da un’acida luce giallognola, in un’opera a basso costo, prodotta e distribuita in totale indipendenza, senza l’aiuto dello stato (circostanza che non ha tuttavia impedito alla pellicola di incassare oltre 43.000€ nei primi 10gg, con una media sala tra le migliori della stagione) che riesce a trasformare i suoi limiti in creatività, attraverso una sorta di “neorealismo tecnologico”, che potrà essere d’esempio per il nuovo cinema indipendente italiano ed europeo.
Primissimi piani, un montaggio serrato, il tutto ripreso da telecamere digitali a spalla, questi sono gli elementi stilistici che caratterizzano un affresco forte, crudo e sincero, insieme umanista e rivelatore di un senso di Apocalisse che incombe sui personaggi del film.

Avvalendosi di attori perlopiù non professionisti che danno vita a personaggi/specchio della loro vita reale, il regista dipinge una storia iper-realista che diventa la metafora di come i media siano causa della realtà instabile in cui viviamo, manipolata perfettamente secondo i loro criteri di “notiziabilità”.
Lo script, concepito insieme a Luisa Maria Fusconi prima dell’11 settembre, ha trovato infatti successivamente conferma in avvenimenti realmente accaduti che ruotano intorno al terrorismo islamico, al traffico d’armi, agli intrighi Vaticani.
E l’elemento spirituale non è certo una casualità. Dall’opprimente senso di predestinazione nascosto nel suo nome, al misticismo di Luna, amica convinta di essere in contatto con gli alieni, Nazareno, interpretato con forza dall’esordiente Nazzareno Bomba, dovrà muoversi tra inferno e paradiso per comprendere che le concezioni di Bene e Male sono molto più complesse di come ci sono mostrate dall’informazione e dalla Chiesa.

Alla fine potrà trovare la redenzione, nella sua vita da ex galeotto, ma solo dopo aver capito che “l’inferno non è poi così lontano”, visto che “il nucleo della terra è composto da uranio”, come gli dice l’avvocato Elia Da Re in un locale per scambisti russo.

Riccardo Iannaccone e Giulio Della Rocca

 
 
Recensioni degli spettatori
 
 

Hyperreview.com
( www.hyperreview.com/Opinioni/view.php?id=1308 )

Opinioni su: Nazareno. (recensione di uno spettatore)

The dark side of Rome

E' raro vedere un film italiano così emozionante, tanto da far pensare che non sia un film italiano! Se i personaggi che popolano questa bellissima pellicola non recitassero nella nostra lingua, mai avrei pensato a un prodotto nazionale. La scelta "pasoliniana" degli attori, quasi tutti presi dalla strada rende tutto realistico diretto, sincero; e la naturale drammaticità di Nazzareno Bomba, il protagonista, viene esaltata dalla camera che lo segue come un angelo custode in un perenne movimento quasi musicale. E mentre la storia si addentra nei meandri del potere occulto di una città come Roma, che mai è stata così descritta e sviscerata, la sensazione è che un viaggio così intenso e provocatorio non lo avremmo mai potuto godere se non fosse stato per la scelta di indipendenza del regista Varo Venturi, un nome che non scorderemo.

 

FILMSCOOP
( http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/nazareno.asp )

Voti e commenti dei visitatori di Filmscoop.it su NAZARENO

Voto Visitatori:    7,50 / 10


paul  @  29/07/2007 16.08.29                  7½ / 10

Faccio un 'eccezione e torno su firmescoop prima di settembre per votare un film che, come scrive sotto Matteoscarface, merita davvero di essere visto ed incoraggiato.

La prima parte appare noiosa e forse persino stucchevole, ma nella ripresa la pellicola, al contrario di altre magari più ambiziose e con maggiori budget, decolla e il ritmo non conose pausa. Il cinema indipendente italiano dimostra di saper sfornare ancora questi piccoli capolavori, portando ottimismo a chi vuole dedicare la propria vita alla settima arte.

 

matteoscarface @ 29/07/2007 2.06.02                                 7½ / 10

Nazareno è uno dei pochissimi film indipendenti in Italia, girato con un budget bassissimo e probabilmente molta fatica. Lode dunque al coraggio di Varo Venturi che, oltre a dirigere, riveste moltissimi ruoli all'interno della produzione. Il film conta su un'idea ben sviluppata, esportabile anche all'estero. Gli attori hanno finalmente facce vere e non patinate come ormai siamo abituati a vedere. Alcune sequenze poi sono sviluppate veramente bene e destano attenzione.
Si apprezza anche per il suo crescendo, passando dal tono semidocumentaristico della prima parte a uno decisamente più cinematografico della seconda. Il film è bello perchè sa prendersi finalmente sul serio, seguendo un suo percorso senza farsi contaminare dai soliti (e inutili) toni da commedia italiana. E' un cinema che si dovrebbe incoraggiare, se non altro per la voglia di cambiare e di proporre modelli nuovi.

 

La Repubblica TrovaCinema
( www.repubblica.it/trovacinema/scheda_pubblico.jsp?idContent=328107 )

Recensioni degli spettatori

Nazareno

Inviata da: luca - Data: lunedì 02 luglio 2007

Fare un "film d' azione" in Italia non é facile. Ambientarlo poi in una città come Roma, lasciandola riconoscibile ma non oleografica, utilizzare attori alle prime esperienze ed in più con i mezzi economici di un opera prima italiana indipendente, era veramente arduo. Il risultato però é molto interessante, gli attori sono bravi, sopprattutto l' interprete principale, il Nazzareno del titolo (che si chiama come il personaggio del film ma con una "z" in più) e risultano simpatici al pubblico, il montaggio é molto dinamico e la fotografia molto espressiva. Nel complesso un film non perfetto ma con tutta la carica di un gruppo di persone che vogliono fare cinema in Italia con pochi mezzi ma molta bravura e voglia di sperimentare. Da vedere